Estate e disturbi alimentari: perché l’arrivo della bella stagione può diventare un momento delicato
- Villa Antonella

- 22 lug
- Tempo di lettura: 3 min
Per molte persone l’estate è sinonimo di leggerezza, socialità, vacanze e giornate passate all’aria aperta. Tuttavia, per chi convive con un rapporto faticoso con il cibo, con la propria immagine corporea o con un disturbo alimentare conclamato o latente, questo periodo dell’anno può risultare particolarmente critico dal punto di vista psicologico ed emotivo. I mesi estivi non sono solo una parentesi spensierata: l’arrivo dell’estate segna spesso un momento di vulnerabilità intensa, mettendo alla prova l’equilibrio raggiunto e facendo emergere fragilità profonde che durante il resto dell’anno risultano più facilmente gestibili.

Disturbi alimentari e caldo estivo: una combinazione delicata
L’estate porta con sé una combinazione di fattori ambientali, sociali e culturali che possono esercitare una pressione psicologica significativa su chi ha un rapporto delicato con il proprio corpo o con l’alimentazione:
● Maggiore esposizione del corpo: indossare abiti più leggeri, mettersi in costume, partecipare a eventi all’aperto accentua il senso di vulnerabilità e favorisce il confronto diretto con un ideale estetico percepito come irraggiungibile. Questo confronto può generare vergogna, imbarazzo e ritiro sociale.
● Pressioni sociali e mediatiche più intense: la retorica della "prova costume", delle diete lampo e dell’estetica perfetta si intensifica nei mesi estivi, contribuendo ad aumentare il senso di inadeguatezza, urgenza e controllo.
● Sfasamento delle routine quotidiane: la sospensione delle attività scolastiche, universitarie o lavorative può creare un vuoto organizzativo e psicologico, rendendo più difficile mantenere un equilibrio nelle abitudini alimentari e nei ritmi quotidiani.
● Aumento delle occasioni sociali legate al cibo: grigliate, aperitivi, pranzi in compagnia e vacanze in gruppo possono diventare fonti di stress per chi vive il pasto come una minaccia o un’occasione di giudizio.
● Perdita dei riferimenti terapeutici: alcuni percorsi di supporto psicologico o nutrizionale possono subire interruzioni durante il periodo estivo, lasciando la persona priva del contenimento e del supporto abituale.
Estate e salute psicologica
Non è raro che i professionisti della salute mentale osservino un’intensificazione della sofferenza nelle settimane che precedono l’estate. In molti percorsi psicoterapeutici, in questo periodo, il tema del corpo diventa centrale e viene affrontato con anticipo proprio per prevenire ricadute o crisi emotive.
L’ansia legata alla percezione dell’inadeguatezza del proprio corpo, al cambiamento delle abitudini o all’aumento delle interazioni sociali può provocare:
● Un ritorno a condotte restrittive e di controllo alimentare.
● Un incremento di episodi di abbuffate o comportamenti compensatori.
● Maggiore evitamento sociale e isolamento.
● Peggioramento dell’umore e aumento dell’autocritica.
Questi meccanismi non riguardano esclusivamente i disturbi alimentari diagnosticati come anoressia, bulimia o BED (Binge Eating Disorder), ma coinvolgono anche un’ampia fascia di persone che vivono una sofferenza alimentare non sempre riconosciuta o visibile, come nel caso dei disturbi sottosoglia.
Come affrontare l’estate in modo più consapevole
Prepararsi all’estate significa prendersi cura del proprio benessere psicofisico in modo proattivo. È importante affrontare con realismo e gentilezza le proprie fragilità, appoggiandosi, quando necessario, a professionisti qualificati che possano consigliare percorsi e strategie funzionali, tra cui:
● Lavorare sull’immagine corporea: imparare a convivere con il proprio corpo senza giudizio, accettando le sue caratteristiche reali e riconoscendone il valore al di là dell’estetica.
● Costruire routine flessibili ma stabili: anche durante le vacanze, avere dei riferimenti temporali (orari dei pasti, attività piacevoli, momenti di riposo) può aiutare a non perdere il senso di controllo.
● Riconoscere e dare voce alle emozioni: condividere le proprie paure, frustrazioni e speranze permette di alleggerire il carico emotivo e riduce il rischio di compensazioni disfunzionali.
● Cercare relazioni sane e non giudicanti: stare con chi ci fa sentire accettati e accolti è una delle forme più potenti di prevenzione e guarigione.
● Mantenere o iniziare un percorso di supporto: un aiuto psicologico e nutrizionale può fare la differenza, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità.
Un supporto empatico e professionale
Presso la Clinica Villa Antonella, ci prendiamo cura delle persone che vivono una difficoltà nel rapporto con il cibo e con il corpo in modo integrato e multidisciplinare. Il nostro team comprende psicologi, nutrizionisti e medici specialisti, che collaborano per costruire percorsi di cura personalizzati e rispettosi della storia di ogni paziente.
Il nostro obiettivo è promuovere un benessere autentico e duraturo, aiutando ciascuno a ritrovare una relazione sana con sé stesso, con il proprio corpo e con l’alimentazione, anche nei momenti più delicati dell’anno.
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